Il pelo del Ragdoll è uno dei suoi tratti più riconoscibili: semilungo, morbido, setoso, con un collare più folto sul petto e i "pantaloni" sulle zampe posteriori. Rispetto ad altre razze a pelo lungo tende a formare meno nodi, perché il sottopelo è meno abbondante. Ma meno non vuol dire mai: una toelettatura regolare e gentile resta parte della cura quotidiana. Qui raccontiamo quali strumenti usiamo e a cosa servono, in forma puramente informativa.
Prima gli strumenti, poi il gesto
Non servono molti attrezzi. Ne servono pochi, adatti, usati bene. La tentazione di accumulare accessori è comprensibile, ma per il pelo semilungo del Ragdoll un corredo essenziale copre quasi ogni esigenza.
Il pettine a denti misti
È lo strumento che consideriamo fondamentale. Un pettine in metallo con una metà a denti più radi e una metà a denti più fitti permette di lavorare in due tempi.

– La parte a denti radi scioglie il pelo e individua eventuali nodi senza tirare.
– La parte a denti fitti rifinisce e raccoglie il pelo morto, soprattutto nelle zone più delicate.
– Passato fino alla base del pelo, ci dice se il manto è davvero pulito o se sotto la superficie si sta formando un piccolo groviglio.
Denti con la punta arrotondata sono preferibili: il pettine deve scorrere sul pelo, non graffiare la pelle.
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La spazzola a spilli
La spazzola a spilli, con perni metallici o in plastica montati su una base morbida, è utile per la passata generale sul corpo. Distende il pelo, lo arieggia e rimuove il pelo morto in superficie. È lo strumento con cui molti gatti familiarizzano più facilmente, perché la sensazione è simile a una carezza.

Conviene scegliere spilli con la punta protetta e usare la spazzola sempre nel senso del pelo, con movimenti lunghi e leggeri.
Il cardatore morbido
Il cardatore è una spazzola con tanti sottili aghi metallici piegati. Nella versione morbida può aiutare nei periodi di muta, quando il pelo morto è più abbondante, e sulle zone più folte come il collare e i pantaloni.
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Va però usato con mano leggerissima. Gli aghi, se premuti, arrivano alla pelle e possono irritarla. Per questo lo consideriamo uno strumento di supporto, non quello da usare ogni giorno su tutto il corpo.
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Il guanto
Il guanto in gomma o silicone con piccoli rilievi è il più delicato di tutti. Non scioglie i nodi e non arriva in profondità, ma raccoglie il pelo morto in superficie ed è un ottimo modo per iniziare, soprattutto con un gatto giovane o poco abituato alla toelettatura. Per molti gatti è semplicemente un momento di coccole.
Un invito alla prudenza: lame e sottopelo
Esistono strumenti progettati per asportare in modo rapido grandi quantità di sottopelo, spesso con una lama dentata. Su un Ragdoll invitiamo alla massima prudenza.

– Il sottopelo del Ragdoll è scarso: non c’è molto da togliere, e un intervento aggressivo rischia di assottigliare il manto.
– Una lama può tagliare o spezzare il pelo di copertura, alterandone la tessitura setosa.
– Sulla pelle sottile di un gatto, una pressione sbagliata può causare irritazioni.
In caso di dubbio, meglio un pettine e qualche minuto in più. E se il manto presenta nodi stretti o infeltriti, la scelta più sicura è chiedere consiglio al veterinario o a un toelettatore esperto di gatti, invece di tentare di tagliarli da soli.
Gli errori più comuni
– Spazzolare solo la superficie. Il pelo sembra in ordine, ma alla base si formano nodi, soprattutto dietro le orecchie, sotto le ascelle e sui pantaloni.
– Tirare un nodo. Un nodo va aperto piano, tenendo il pelo alla base per non tirare la pelle.
– Sessioni troppo lunghe. Meglio pochi minuti spesso che una lunga seduta ogni tanto.
– Insistere sulle zone sensibili. Pancia e zampe posteriori sono delicate per molti gatti: vanno affrontate con calma e gradualità.

Come abituare il gatto
La toelettatura dovrebbe essere un momento sereno, non una contesa. Nella nostra esperienza, abituare il gatto fin da piccolo fa una grande differenza.
– Iniziare con il guanto o con la spazzola a spilli, nelle zone che il gatto ama farsi accarezzare, come guance e dorso.
– Scegliere un momento in cui il gatto è rilassato, per esempio dopo il gioco o dopo il pasto.
– Fare sessioni brevi e fermarsi prima che il gatto dia segni di insofferenza.
– Associare la toelettatura a qualcosa di piacevole: una voce tranquilla, una carezza, una piccola ricompensa.
– Rispettare i segnali: se la coda si agita o il gatto si allontana, si riprende un’altra volta.
Con il tempo molti Ragdoll arrivano ad aspettare questo momento: minuti lontani dagli schermi che fanno bene al gatto e a chi lo spazzola.

In sintesi
Un pettine a denti misti, una spazzola a spilli, eventualmente un cardatore morbido e un guanto: è tutto ciò che serve, nella maggior parte dei casi, per tenere in ordine il pelo di un Ragdoll. Più degli strumenti, contano la regolarità e la gentilezza del gesto.
Se vuoi saperne di più sulla cura quotidiana di un Ragdoll, ti invitiamo a leggere il nostro percorso informativo Vivere con un Ragdoll oppure a scriverci in privato.
Foto: iStock.com/anastas_


