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Perché si chiama «Ragdoll»: storia di una razza recente

Il Ragdoll è una razza giovane. Mentre di molti gatti si raccontano origini antiche e un po’ mitiche, la sua storia comincia in un luogo e in un’epoca precisi: la California degli anni Sessanta. Eppure, proprio perché recente, è una storia piena di racconti che vale la pena rileggere con attenzione, distinguendo ciò che è documentato da ciò che è leggenda.

Riverside, anni Sessanta

Tutto parte da Riverside, in California, e da un’allevatrice, Ann Baker. Il gatto da cui prende avvio la razza è una femmina domestica bianca a pelo lungo chiamata Josephine, che, secondo le fonti delle associazioni feline, era considerata dotata di un temperamento particolare. Dagli accoppiamenti di Josephine con altri gatti nacquero i soggetti che Ann Baker selezionò per fissare aspetto e carattere, e i primi Ragdoll registrati risalgono al 1965.

Fin qui i fatti. Il resto della storia delle origini è più complicato.

Le leggende di Ann Baker

Ann Baker era una figura carismatica e, per molti versi, eccentrica. Attorno a Josephine costruì racconti sorprendenti: che la gatta, dopo un incidente, avesse dato alla luce piccoli insensibili al dolore, o che la razza fosse frutto di esperimenti genetici. Sono affermazioni che non hanno alcun fondamento scientifico e che nessuna associazione felina considera attendibili. Le riportiamo solo perché circolano ancora, e perché conoscerle aiuta a riconoscerle.

Ragdoll distesa sulla mensola di un tiragraffi
PECORELLA — © Healing Ragdoll

Sul piano pratico va chiarito un punto importante: il Ragdoll sente il dolore come qualsiasi altro gatto. L’idea contraria, oltre che falsa, può essere pericolosa se porta a sottovalutare un malessere. Un Ragdoll che sta male può mostrarlo in modo discreto, e per ogni dubbio sulla sua salute il riferimento è sempre il veterinario.

Ann Baker cercò anche di mantenere un controllo stretto sul nome e sulla selezione, attraverso una propria organizzazione. Nel tempo un gruppo di allevatori scelse una strada diversa, lavorando per il riconoscimento della razza presso le associazioni feline tradizionali. È da quel percorso che nasce il Ragdoll come lo conosciamo oggi.

Da dove viene il nome

"Ragdoll" significa "bambola di pezza". Il nome richiama un comportamento che chi vive con questi gatti conosce bene: molti Ragdoll, presi in braccio, si rilassano e si lasciano andare, morbidi come un pupazzo di stoffa. Non tutti lo fanno, e non sempre: dipende dal singolo gatto, dalla sua fiducia nella persona e dal momento. Ma è un tratto abbastanza frequente da aver dato il nome alla razza.

Nella nostra esperienza è anche uno dei primi segni di un gatto ben socializzato: la morbidezza tra le braccia nasce dalla fiducia, e la fiducia si costruisce nei primi mesi di vita con un contatto gentile e rispettoso.

I riconoscimenti ufficiali

Il cammino istituzionale della razza è stato graduale, e le date aiutano a capire quanto sia giovane:

KYRA
KYRA — © Healing Ragdoll

– CFA (Stati Uniti): la Cat Fanciers’ Association ha accettato il Ragdoll per la registrazione nel 1993 e lo ha ammesso al campionato nel 2000.
– FIFe (Fédération Internationale Féline, di cui fanno parte molte associazioni europee): riconosce il Ragdoll dal 1991.
– GCCF (Regno Unito): i primi Ragdoll arrivarono in Gran Bretagna nel 1981, grazie alle allevatrici Pat Brownsell e Lulu Rowley; il riconoscimento ufficiale del GCCF è del 1990.

In pochi decenni, quindi, un gatto nato in un solo allevamento californiano è diventato una razza riconosciuta a livello internazionale, con standard precisi su aspetto, mantello e colori.

Una razza giovane, una responsabilità in più

La giovinezza della razza ha una conseguenza che ci sta a cuore. Poiché tutto parte da un numero limitato di soggetti fondatori, la cura nella scelta dei riproduttori è decisiva. Chi alleva Ragdoll oggi ha il compito di preservare il carattere che ha reso celebre la razza, e insieme di tutelarne la salute nel lungo periodo, con controlli documentati e scelte ragionate.

È un lavoro che non si vede nelle foto, ma è la vera eredità di questa storia: non le leggende di Ann Baker, ma il temperamento mite di Josephine, un’indole la cui origine profonda resta, come molto nell’evoluzione del gatto, un mistero.

COLORPOINT SEAL MITTED
COLORPOINT SEAL MITTED — © Healing Ragdoll

Che cosa resta di quelle origini

A distanza di oltre sessant’anni, il Ragdoll che vive oggi nelle nostre case conserva l’impronta di quel lavoro iniziale: un gatto di taglia importante, dal mantello semilungo e setoso, con le punte colorate e gli occhi azzurri, e soprattutto con un carattere tranquillo e fiducioso. Gli standard delle associazioni hanno messo per iscritto l’aspetto; il temperamento, invece, si tramanda solo con la selezione e con la cura quotidiana. È questa la parte della storia che, come allevamento, sentiamo più nostra: ogni cucciolata è un piccolo capitolo di un racconto cominciato a Riverside, e ogni gatto ben cresciuto è il modo migliore per rendergli giustizia.

Per continuare

Se vuoi capire come vive un Ragdoll oggi, nelle case e nelle famiglie, ti invitiamo a leggere il nostro percorso Vivere con un Ragdoll. Per qualsiasi curiosità sulla razza, scrivici: saremo felici di raccontarti la nostra esperienza.

Fonti

– GCCF, scheda di razza Ragdoll — gccfcats.org
– CFA, scheda di razza Ragdoll — cfa.org
– FIFe, scheda di razza Ragdoll — fifeweb.org

Foto: iStock.com/Stefanie Margareta photography

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